Fiat A.30 RA

Ricuperato dalle dismissioni dell’Ist. “C. Grassi”, il nostro A.30 si mostrava in  buone condizioni generali, salvo qualche pezzo mancante e l’asportazione di alcune targhette. Resta solo, ad identificarlo, il numero 18377 inciso frontalmente sul basamento. Costruito in circa 2.500 esemplari, l’A.30 RA derivava direttamente dall’AS.5 della Coppa Schneider con la sola aggiunta di un riduttore ma mantenendone l’elevatissimo rapporto di compressione di 8:1, cosa che obbligava ad usare il carburante “da corsa” a 92 ottani. L’alto rapporto di compressione permetteva di mantenere la potenza dichiarata al suolo di 600 cv fino all’altezza di 3.000 m circa, pur mancando il compressore. Fu apprezzato per la robustezza ed il modesto consumo, ma fu presto superato dall’eccezionale progresso motoristico della fine degli anni trenta.

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Alfa D2 C.30

Il motore Alfa Romeo D2 C.30, con una potenza di 250 CV, è un esempio della tecnologia motoristica degli anni ‘30, in cui il motore stellare era ancora fra i più usati. Venne adottato come propulsore da numerosi aeroplani quali ad esempio i trimotori Caproni Ca.101 e gli addestratori Breda Ba.25 e Ba.28. Questo esemplare proviene da un Istituto Tecnico, dove – fino alla sua dismissione – era usato come ausilio didattico; la sua precedente storia è ad oggi sconosciuta.

Alfa D2 C.30 “gira” con aria compressa

Fiat A.50

Un tipico motore FIAT di bassa potenza, 85 cv, recentemente restaurato dal GAVS Torino proviene della famiglia di un motorista che, dopo numerosi anni di servizio presso la FIAT Motori Avio, lo aveva ricevuto in dono, come ricordo della passata attività. Forse il più noto velivolo che ebbe questo motore fu il FIAT AS.1 che, oltre a servire in numerosi Aeroclub nel periodo dagli anni 20 ai primi anni 40, fu il protagonista del raid Vercelli-Tokio del 1930, pilotato da Francis Lombardi. Il motore è stato completamente smontato e rimontato; pochi particolari mancanti sono stati ricostruiti; montato su un idoneo cavalletto, costruito per permetterne la movimentazione e l’esposizione, appare come appena uscito dalla fabbrica.

Caratteristiche

Anno 1929

Tipo: motore a stella di 7 cilindri raffreddati ad aria

Alesaggio e corsa: 100 x 120 mm

Cilindrata: 6.594 cc

Rapporto di compressione: 5:1

Potenza: 85 cv a 1.600 giri/min

Peso: 125 kg

Montato su: C.N.A. Delta, CANSA C.5, Caproni Ca.100, FIAT A.S.1, FIAT A.S.2,

                       FIAT T.R.1, Romeo Ro.5, S.A.I. 10 Grifone, Elicottero D’Ascanio

Isotta Fraschini Asso 200

Il motore I.F. Asso 200 è stato acquisito dal GAVS negli anni ‘80, da un privato. Esso rappresenta un esempio della tecnologia motoristica degli anni 20, nel settore dei motori con cilindri in linea di potenza media (260 CV) raffreddati ad acqua. Questo motore è stato il propulsore di alcuni velivoli civili come i Cant.18, 22 e 23 e militari, come gli addestratori Breda Ba.25 e Breda A.9.

Anche questo motore è stato completamente smontato e rimontato; i numerosi particolari mancanti sono stati ricostruiti o reperiti fra i depositi di materiale di risulta, avanzato da precedenti operazioni di restauro; anche per questo motore l’aspetto è come appena prodotto. Un idoneo cavalletto è stato costruito per permetterne la movimentazione e l’esposizione.

Mc Culloch O-100-1

Assieme all’autogiro del com.te Vignoli, è giunto al GAVS Torino anche il relativo motore, in condizioni apparentemente buone e quindi passibile di un restauro funzionale. L’operazione è stata affidata agli specialisti per antonomasia di restauri motoristici, il duo Matteo Orioli e Luigi Casadei Baldelli di Forlì, già noto per aver messo in funzione un Fiat A.50 e, per il GAVS Torino, il CNA D-4s dell’FL.3. Secondo la prassi ormai consolidata, il motore è stato accuratamente smontato ed ispezionato in tutti i suoi componenti, generalmente in buone condizioni, rivelando raffinatezze meccaniche inusuali, specialmente se rapportate ad un motore dei primi anni ’50, quali i cilindri in lega leggera, fusi in blocco con la testata e con la canna cromata in spessore e provvista di una quantità di piccoli solchi elicoidali per trattenere meglio l’olio lubrificante. Per ultimo la forma della testata che sfrutta una forma di squish che si è vista sulle moto da corsa solo alla fine degli anni ’70! Accanto a queste meraviglie tecnologiche però, una brutta sorpresa: il cilindro n° 4 è risultato grippato!. E’seguita una ricerca disperata negli USA ed alla fine un cilindro utilizzabile è stato ritrovato. A questo punto è inutile dire che il motore è stato rimontato, messo a punto e che ha funzionato al meglio, esprimendo appieno tutte le sue capacità: a fronte di una cilindrata di 1.639 cc, sforna 74 hp ad appena 2.350 giri con un peso pronto all’uso di soli 37 kg!
Non male per un vecchietto di 65 anni fa!

Lycoming O-435

Tipico motore americano con 6 cilindri contrapposti degli anni ‘40. Propulsore di numerosi velivoli, fra i quali lo STINSON L-5, era normalmente esposto accanto all’esemplare restaurato dal GAVS (vedi sezione RESTAURI EFFETTUATI – VELIVOLI); il motore era completo di ogni particolare ed è una donazione di un Aeroclub del Piemonte. Per permettere la sua esposizione accanto al velivolo è stato costruito un supporto ruotato. Nonostante il velivolo sia oggi esposto a VOLANDIA, nel padiglione dedicato alla Seconda guerra mondiale, il motore è stato mantenuto nel laboratorio di Torino del GAVS per poterne usufruire in occasione di mostre dedicate alla tecnologia motoristica degli anni ‘40 e successivi.

Austro Daimler

Assieme al Balilla di A. Locatelli, fu affidato al GAVS Torino anche un motore Austro Daimler ricuperato da un aereo abbattuto. E’ certamente il miglior motore austriaco dell’epoca, facilmente riconoscibile per la distribuzione disposta frontalmente anzichè nella parte posteriore come la maggior parte dei motori contemporanei. Di caratteristiche avanzate come i pistoni in alluminio, le 4 valvole per cilindro ed un elevato rapporto di compressione, impressionò gli inglesi per aver girato per oltre un’ora al regime di 1.700 giri (contro i 1.600 ammessi) senza alcun problema.
Il restauro, esclusivamente esterno, è stato sponsorizzato dalla Ditta API di Trezzano sul Naviglio ed è consistito nel ripristino delle numerose ammaccature, nell’accurata pulizia seguita da un trattamento antiossidante.

Caratteristiche:

Alesaggio e corsa: 135 x 175 mm

Rapporto di compressione : 5,02:1

Cilindrata : 15.000 cc

Peso a secco : 330 kg

Potenza normale : 200 hp a 1.400 giri ‘

Potenza massima : 220 hp a 1.600 giri’

CNA D-4s

Il motore, propulsore dei velivoli AVIA FL.3, è stato acquisito dal GAVS-Torino negli anni ’80, assieme al velivolo I-BIOU. Essendo quasi completo ed in buono stato di conservazione, è stato deciso di affidarne il restauro ad un gruppo di appassionati (ed esperti..) motoristi di Forlì. Il motore è stato montato su un cavalletto costruito appositamente e dotato degli organi di comando. Dopo una completa revisione ed il reperimento delle poche parti mancanti è stato rimesso in moto ed è attualmente funzionante. Un secondo esemplare, proveniente da Enti Pubblici, è stato utilizzato – dopo la ricostruzione delle numerose parti mancanti – per il montaggio sul velivolo FL.3, attualmente in corso di restauro.

Motore CNA, montato sull’ AVIA FL.3, ricostruito partendo da due motori fuori uso, grazie alla mirabile perizia degli amici Matteo Orioli e Luca Casadei Baldelli di Forlì

I resti dell’operazione , ovvero il motore rimasto, completato dei componenti mancanti verrà montato sul velivolo statico in corso di restauro.

Anno: 1938

Tipo : 4 cilindri contrapposti

Alesaggio e corsa : 100 x 95

Cilindrata : 2.983 cc

Potenza : 60 cv a 2.100 giri/min

Peso : 80 kg

Impiego : AVIA FL.3 e LM.5, CNA PM.1

Fiat A.74

Il motore A.74 fu uno dei più usati propulsori italiani della Seconda Guerra Mondiale. Questo esemplare proviene da un caccia FIAT CR.42 che, precipitato in un lago in Francia, venne recuperato assieme alla carcassa del velivolo. L’Associazione “Ailes Anciennes” (una sorta di GAVS Francese..) ne fece dono al GAVS di Torino nel 1989. Non essendo possibile, dato lo stato del motore – immerso in acqua per diversi anni – effettuare alcun intervento di ripristino funzionale o almeno estetico, il motore è stato ripulito e mantenuto nel suo stato originale, all’atto del recupero, come testimonianza di un fatto bellico. Un idoneo cavalletto è stato costruito per permetterne la movimentazione e l’esposizione.

Anno: 1936

Tipo : stellare a 14 cilindri

Alesaggio e corsa : 140 x 145 mm

Cilindrata : 31.235 cc

Potenza : 840 cv a 2.400 giri/min.

Peso : 590 kg

Impiego : Fiat G.50, CR.42, CR.25, Macchi C.200 ecc.

Taveggia “Moscone” 4T P.D.

Costruito da Egidio Taveggia nella sua officina di Viale Monza a Milano nel 1938, il “Moscone” si proponeva come soluzione economica per una, allora sognata, aviazione minima accessibile a molti, se non proprio a tutti. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, era un prodotto tecnicamente sofisticato, con cilindri in lega leggera in Silumin e canne riportate in Nitrofis, doppia accensione e la possibilità di usufruire del riduttore semplicemente ruotando di 180° l’asse portaelica che veniva così trascinato dall’albero a camme. Costruito in alcuni esemplari (il nostro è il n/c 4) e montato su diversi aerei, tra cui la “Trave Volante” costruita per un cliente dall’ing. P. Nuvoli nel suo Laboratorio Artigianale Aeronautico ospitato all’interno dell’Aeronautica d’Italia, il Redaelli PT ed il Bestetti EB.4, primo aereo a motore dell’ing. E. Bazzocchi. Lo scoppio della guerra, ovviamente, mise fine ad ogni cosa.

Caratteristiche:

Alesaggio e Corsa 84 x 90

Cilindrata 996 cc

Potenza 20/24 cv a 3.000 giri’ – 35/36 cv a 3.600 giri’.

Peso 50 kg