North American T-6

In un tempo ormai lontano, un ristoratore di Forno di Coazze (To) pensò bene di acquistare un velivolo dismesso dall’Aeronautica per usarlo come richiamo per l’attenzione dei passanti, sistemandolo all’ingresso del proprio ristorante. Dopo aver assolto questo compito per vari anni, nel 1995 il nuovo proprietario dell’immobile non gradì la presenza dell’aereo (un North American T-6-H4M, matr. MM 53820 e codice RM 19) assai malridotto e lo regalò alla Sezione di Torino del GAVS che lo mise in attesa di restauro.
Dopo 20 anni di attesa e numerosi altri restauri che gli sono “passati davanti”, abbiamo iniziato seriamente a pensare anche a lui. Messo sulle sue gambe e contati i pezzi mancanti… non sarà facile, ma ci proveremo. Si tratta di uno dei tanti esemplari assemblati alla meno peggio dalla ditta Petrimetal, con in più la presenza di un motore Pratt&Whitney R.985 al posto dell’originale R.1340 della stessa ditta, cosa facilitata dal fatto che i due motori sono intercambiabili su diversi modelli di aereo a seconda dei desideri dell’acquirente. Mancano inoltre numerose parti (la più evidente è la cofanatura del motore) mentre altre sono chiaramente impossibili da ricuperare ma, strada facendo, vedremo di combinare qualcosa di accettabile.

Eurofighter DA3

Verso la fine del 2013, Alenia Aermacchi decise il recupero, a fini espositivi, del terzo prototipo dell’Eurofighter Thyphoon (denominato DA3 – Development Aircraft nr. 3) che, ormai esaurita la sua funzione nello sviluppo del velivolo, era stato parcheggiato all’esterno ai margini del campo di volo di Torino-Caselle, privo di motori. Pur essendo completa la strumentazione del cockpit, il seggiolino eiettabile era mancante cosi come la barra di comando ed altri particolari esterni (parte del faro di atterraggio). La dotazione di pylons era inoltre “asimmetrica” tre a destra e due a sinistra.

Il DA3 è il primo Eurofighter, equipaggiato con i motori definitivi scelti per la macchina, gli Eurojet EJ200. Una macchina dunque importante e altamente simbolica per l’industria aeronautica europea che con il binomio Eurofighter/EJ200 è stata in grado di lanciare definizione, sviluppo, produzione di quello che a tutt’oggi – e per lunghi anni a venire – è il più grande programma di collaborazione europeo nel campo della difesa. Per il compito di recuperare, restaurare e preparare per una futura esposizione il DA3, è stata incaricata da Alenia Aermacchi la Sezione di Torino del GAVS. Dopo l’accurato lavaggio con appositi prodotti del velivolo, col generoso apporto di grandi quantità di “olio di gomito”, l’aereo si presenta oggi quasi pronto per una completa riverniciatura.

Un notevole aiuto al restauro è stato dato anche da Avio, membro del Consorzio Eurojet che ha sviluppato e costruisce i motori del velivolo. La Ditta ha fornito gli ugelli di scarico affinchè, con idonei adattamenti, si possa simulare, sul velivolo in esposizione, la presenza dei motori.

Le foto illustrano alcune fasi del lavoro dei volontari; contiamo di inserire – prossimamente – quelle che illustrano il risultato finale, dopo la verniciatura ed il completo rifacimento degli stemmi di reparto, stencils e coccarde

Piaggio P.136L

Il velivolo è stato consegnato all’AMI nel 1956, assumendo la MM80082. I propulsori sono due Lycoming GO-480-B1B da 260 hp, numeri di costruzione 355-28 e 356-28. Le eliche tripala sono PIAGGIO modello P.1033 G3/S. L’aereo è dotato di pinna dorsale caratteristica della versione L. Dopo la radiazione dall’AMI, passa a diversi proprietari civili finchè, nel 2003 viene ceduto dalla PIAGGIO al GAVS di Torino che ne sta effettuando il restauro, con l’intenzione di riprodurre uno dei velivoli in carico ai Reparti di addestramento al soccorso aereo dell’AMI negli anni ‘50.

BEECHCRAFT C-45

Nel 1990 un gruppo di soci del GAVS acquistò, tramite asta, un C-45 dichiarato fuori uso dall’Aeronautica Militare ed accantonato all’aperto, dal 1978, presso l’aeroporto di Guidonia, nei pressi di Roma.
Il velivolo era identificato dalla MM 61714, dal codice di reparto RR-18.
Il velivolo venne smontato all’inizio del 1991 e giunse nella sede del GAVS, allora a Leinì, grazie ad un’incastellatura per il trasporto della fusoliera in posizione obliqua fornita dall’Alisarda, e completo di due carrelli ruotati per i motori.
Nonostante l’impegno in altri programmi, il GAVS Torino ha svolto, in varie riprese, una serie di attività preliminari sul velivolo quali la bonifica, la pulizia dell’interno, lo smontaggio di alcuni componenti e la loro cartellinatura. Sono stati ritelati i timoni – che erano smontati in fase di trasporto – e montati sul velivolo (flap e alettoni ancora sono in attesa di lavorazione). Anche i motori sono stati reinstallati. Oggi il velivolo si trova esposto (purtroppo all’aperto…) nel cortile di un Istituto Tecnico di Torino, in attesa di ulteriori restauri.