Ansaldo A.1 Balilla

L’Ansaldo A.1, successivamente soprannominato Balilla, era un caccia e ricognitore biplano monoposto prodotto dall’azienda italiana Ansaldo negli anni dieci del XX secolo ed utilizzato principalmente dal Corpo Aeronautico Militare, componente aerea del Regio Esercito, durante la prima guerra mondiale. Entrato in produzione nel giugno del 1918 non ebbe modo di partecipare in maniera significativa al conflitto, ma venne esportato in numerosi paesi tra cui, Lettonia, Polonia, Russia e Messico. Ne furono costruiti 400 esemplari. Due esemplari, destinati agli assi Natale Palli ed Antonio Locatelli, furono decorati dall’ Ansaldo con lo stemma di Genova raffigurante San Giorgio a cavallo che uccide il Drago. Sono i soli sopravvissuti fino ad oggi, uno dei quali, quello di Locatelli, donato al comune di Bergamo, e stato l’oggetto del restauro. Le ali sono state completamente ritelate, mentre la fusoliera non ha subito interventi massicci, a parte il ripristino del dipinto così caratteristico, effettuato da personale qualificato.

L’esemplare è lungo 6,84 metri, alto 2,53 ed ha un’apertura alare di 7,68 metri con un peso massimo al decollo di 885 Kg ed un peso a vuoto di 625 Kg . Poteva raggiungere la velocità di 220 Km/h, salire a 5000 metri ed aveva un’autonomia di 600 Km. Come tutti gli SVA montava un motore SPA 6A da 220 hp “surcompresso” ed era armato, con 2 mitragliatrici Vickers da 7mm che sparavano attraverso il disco dell’elica.(Sull’esemplare restaurato ne esiste una sola a sinistra, nel vano destro, in mancanza dell’arma, è stata posizionata la targa che riporta i loghi degli sponsor del restauro e del GAVS-Torino.

Antonio Locatelli

Bergamo 17 aprile 1895 – Lekempti (Etiopia), 27 giugno 1936.

Pilota nella I guerra mondiale partecipò al volo su Vienna con Gabriele d’Annunzio su velivolo SVA. Il 2 giugno 1919 sempre con uno SVA tentò la traversata delle Ande ma ostacolato dal maltempo riuscì nell’impresa il 30 luglio partendo da Buenos Aires e atterrando presso Valparaiso dopo aver superato le Ande a 6500 metri di quota. Perse la vita nell’incidente di Lekempti in Etiopia.

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